La recente uscita nelle sale dell’”Antigone” di Sophie Deraspe, a due anni dalla presentazione in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, ha rilanciato la discussione sull’adattamento per il grande schermo di classici dell’antichità, con più o meno forzate contestualizzazioni contemporanee. 

A maggior ragione visto che l’opera in questione è l’Antigone di Sofocle, quella che è stata definita “la tragedia sublime per eccellenza e, sotto ogni punto di vista, l’opera d’arte più perfetta che lo spirito umano abbia mai prodotto” (parola di Hegel).

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