Si è tenuta giocoforza online la trentaduesima edizione del Trieste Film Festival, andata in onda su MyMovies dal 21 al 30 gennaio.

Delle 18 pellicole che ho avuto modo di vedere (quasi tutto il concorso documentari, per un totale di 9 film; i 3 eventi speciali; 2 fuori concorso; 3 film del Premio Corso Salani e 1 della sezione Art & Sound), ho scritto qualcosa su 5 di esse.

Su CineLapsus ho scritto di:

BLOCUS, di Hakob Melkonyan – documentario sul conflitto tra Armenia e Azerbaijan (principalmente causato dalla questione del Nagorno-Karabakh) e su quanto esso incida sulla vita di chi abita nei paesi di confine.

TOWN OF GLORY, di Dmitrij Bogoljubov – interessantissimo scorcio sulla Russia di oggi, per comprendere quanto il consenso nei confronti di Putin sia radicato fuori dalle grandi città, anche grazie al retaggio del passato sovietico.

NAILS IN MY BRAIN, di Hilal Baydarov – sorprendente opera cerebrale di un regista di recente consacrato nel panorama internazionale grazie alla selezione di una sua opera, In Between Dying, nel concorso principale della Mostra del cinema di Venezia 2020.

Su OndaCinema ho scritto di:

ACASA, MY HOME, di Radu Ciorniciuc – il film che ha vinto il concorso documentari a Trieste, dopo aver racimolato svariati riconoscimenti in giro per il mondo (tra cui il premio per la fotografia al Sundance 2020).

ANTIGONE, HOW DARE WE!, di Jani Sever – tratto da un’opera di Slavoj Žižek, una lettura contemporanea, in stile post-moderno e del tutto inedita, del mito di Antigone, per adattarlo in chiave allegorica all’Europa di oggi, assediata da populismi ed estremismi.