Iniziamo dalla quantità, prima di proporre, con post separato, un pagellone dei film visti in questo funesto 2020.

Ebbene, quest’anno registro un record di visioni, sicuramente dovuto ai vari lockdown che hanno ridotto di molto la mia vita sociale e l’attività sportiva (non quella lavorativa che è rimasta sostanzialmente la stessa, con la sola variante del lavoro da casa per un paio di giorni alla settimana).

Ebbene, il contatore di letterboxd segna 412 film visti durante l’anno (l’anno scorso erano 239, mentre il mio record era 272, nel 2017) per un totale di poco superiore alle 700 ore (!).

Il che – facendo una banale divisione per 24 – mi dice che quest’anno è come se avessi trascorso 29,2 giorni h24 davanti ai film. Quasi un mese. Non male (almeno per un cinefilo).

Ci sono state settimane che si sono chiuse a zero o quasi, perché tre settimane di ferie, sparse durante l’estate, non me le sono fatte mancare, quando ciò era possibile (e con ferie intendo ferie anche dai film!).

In compenso ci sono state settimane di full immersion in cui sono arrivato a vedere anche 21 film in 7 giorni (segnatamente, nella settimana 21-27 ottobre, coincidente con il periodo clou della mia autoretrospettiva su Herzog – che, va detto, ha girato molti mediometraggi da 40’, il che mi consentiva di vederne anche tre o quattro in una singola sera).

Visto che ho parlato di Herzog: il 2020 è stato l’anno in cui mi ero ripromesso di vedere tutti o quasi i film girati dal prolifico regista bavarese. E ne ho visti 64 (quindi quasi tutti), il che gli fa occupare di diritto la prima posizione tra i registi più visti nel corso del 2020.

Al secondo posto c’è Federico Fellini: in occasione del centenario della nascita mi ero infatti ripromesso di vedere o rivedere tutti i film diretti dal Nostro, che sono 24. Impresa portata a termine, come dimostra il contatore qui sotto.

Ma lo dimostra anche il contatore degli attori, che vede Giulietta Masina in seconda posizione con ben 8 film (e Fellini con 7, dato che appariva spesso nelle sue opere – ma hanno inciso anche i documentari su Fellini che ho visto nel corso dell’anno).

Lo stesso discorso vale per Herzog, moltiplicato per cinque, e per Kinski, attore feticcio del bavarese.

Uno sguardo, infine, sulle modalità di fruizione.

Pur con l’anno che è stato, son comunque riuscito ad andare per 19 volte al cinema, che non è male.

Di sicuro, però è prevalsa la visione sulle piattaforme di streaming: 56 film visti su Netflix, 47 su Mubi, 21 su Amazon Prime Video (limitandomi alle prime tre).

Ma il caro vecchio supporto fisico fa comunque registrare 42 visioni (tra dvd e blu-ray).

E ancora un grazie a mamma Rai per l’esistenza di Raiplay, che mi ha tolto tante castagne dal fuoco.

Per quanto riguarda l’on demand a pagamento, mi sono invece fornito su youtube e Chili, miei canali abituali.

Infine, rilevante il dato dei festival: 33 film visti in modalità festivaliera a distanza, quasi tutti su mymovies, che si vanno ad aggiungere ai 15 film visti sempre su mymovies ma non in occasione di un festival (in quanto, ad esempio, trasmessi nelle rassegne proposte durante il primo lockdown).

Quella dei festival a distanza è stata la grande novità di questo 2020, una delle poche cose positive di un anno che invece, per il resto, è da dimenticare. Ciò mi ha permesso di scoprire (e seguire) festival di cui avevo solo sentito parlare, ma che non avevo mai frequentato né pensato di frequentare (come il Trento Film Festival, sul cinema di montagna, o il Laceno d’oro).

Insomma, non tutto è stato da buttare quest’anno, ma in ogni caso speriamo di voltare pagina con quello venturo.